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WEEKEND
CINEMA
CON SERGIO
STIVALETTI
L’apertura di Autunnonero è dedicata al cinema e per l’occasione l’Arkham
Asylum ospiterà Sergio Stivaletti in una tavola rotonda con il regista
Paolo Fazzini e il collaboratore di Filmhorror.com Francesco Cortonesi.
Nato a Roma nel 1957,
Sergio Stivaletti
è considerato uno dei più grandi maestri degli effetti speciali che
l'Italia abbia mai vantato e non esiste appassionato di cinema di genere
che non lo conosca. Autodidatta e artista per vocazione, ha ideato a
Roma un suo personale laboratorio in cui realizza le sue opere e lavora
alle sceneggiature dei suoi film. Phenomena, Demoni, La Setta, Opera,
La Chiesa, Dellamorte Dellamore, Non Ho Sonno, sono solo alcuni dei
titoli che possono vantare le sue straordinarie creazioni e che possono
avvalersi di quelle che vengono considerate vere e proprie intuizioni
geniali degne di un mago oltre che di un effettista. Oltre ad essere un
maestro degli effetti speciali, Stivaletti ha inoltre diretto nel 1997
M.D.C. Maschera di Cera e nel 2004 I Tre Volti del Terrore.
Autunnonero proporrà
nella serata di sabato 22 ettembre alle 22,45, presso il Cinema Cristallo di
Dolceacqua, proprio M.D.C. Maschera di Cera. Con Robert Hossein,
Romina Mondello, Riccardo Serventi Longhi.
Terzo adattamento
cinematografico del racconto "Il Museo delle Cere" di Gaston
Leroux, M.D.C. Maschera di Cera
doveva essere diretto dallo scomparso Lucio Fulci (a cui il film
è dedicato), il quale ne curò la sceneggiatura. Il progetto è passato a
Dario Argento che ne ha affidato la regia a Sergio Stivaletti,
che con questo lavoro esordisce dietro la macchina da presa. Per narrare
la vicenda del folle scienziato-alchimista sfigurato che, nella ricerca
ossessiva della perfezione, crea le proprie statue di cera con corpi
umani veri, Stivaletti conduce un'operazione in sapore di nostalgia:
un'incursione nei territori dell'horror rifacendosi al cinema di serie-B
in generale, e ponendosi come precise coordinate di riferimento Mario
Bava e le produzioni della Hammer. A livello tematico gli elementi
portanti sono quelli del racconto fantastico più tradizionale: il
Doppio; il folle che ambisce ad elevarsi a creatore inseguendo un punto
di contatto tra arte e scienza; il delirio di onnipotenza a cui portano
i successi della ricerca scientifica; la scienza (in particolare la
medicina) che diventa strumento negativo; l'automa come replica perfetta
di un originale umano, perversa ed incontrollabile intersezione di
biologia e meccanica in nome di una natura altra, parallela,
artificiale, destinata a rivoltarsi contro il proprio creatore.
Parimenti a livello formale Stivaletti si rifà ai procedimenti classici:
lavoro sulla suspense attraverso soggettive e false-soggettive,
sfruttamento insistito del fuori-campo, ombre espressioniste, ricerca
della sorpresa con improvvisi ingressi in-quadro sottolineati dalla
colonna sonora. In particolare, molto tradizionalmente, il mistero è
costruito su una strategia di negazione della visione: costruzione di
attesa attraverso il controllo della visibilità dell'oggetto della
curiosità, svelamento progressivo delle fattezze del mostro per
stimolare una volontà morbosa di vedere l'orrido in tutta la sua
putrescenza, esibizione della deformata creatura nell'apocalittico e
fiammeggiante finale.
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