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DAVE
McKEAN’S
WHISPERS
LEGGERE UNA MAPPA
di Andrea G.
Ciccarelli
L’arte di Dave
McKean è leggibile come un susseguirsi di segni che, attraverso lo
scorrere del tempo, si sovrappongono sul piano che ospita il territorio
della creatività dell’artista.
La geografia di
questo territorio è instabile, il suo ecosistema in continua mutazione.
La mostra intitolata “Whispers” ne tenta una ricognizione e ci
permette di formulare varie ipotesi evolutive su quello che abbiamo di
fronte.
Tracciando una mappa
del territorio e studiandola con attenzione, riconosciamo che essa
descrive una zona in larga parte liquida, in cui chiazze di terra emersa
sono separate da acqua, alcune volte ferma e opaca, altre limpida e in
rapido movimento. Un territorio alluvionale.
Qui, probabilmente,
un tempo scorreva un fiume da cui quell’acqua ha avuto origine. Esso in
larga parte coincideva con il fumetto, a volte raccontato (Violent
Cases, Arkham Asylum, Black Orchid, Signal to noise, Cages, Mr.
Punch e pochi altri esempi), altre volte solo introdotto e
accompagnato dal graphic design delle copertine e degli interni
(il lavoro svolto per la serie The Sandman aldisopra di tutti).
Fino a quando
l'alveo della narrazione a fumetti è stato in grado di contenere lo
scorrere del fiume della creatività di McKean, questa era perfettamente
distinguibile sulla mappa. Un segno netto, il simbolo di una forza
costante che, guardando alla lezione di maestri dell'illustrazione come
Barron Storey e Bob Peak, si propagava in un’unica
direzione.
Nello stesso
territorio sorgevano insediamenti che è ancora possibile individuare
sulla mappa: la pittura, la tipografia, la fotografia, la scultura e il
ritocco digitale dell’immagine, tutti ambiti creativi che, nel corso
degli anni, sono stati sempre al centro della ricerca di Dave McKean. Il
suo flusso creativo, infatti, al tempo li attraversava e, mentre essi
traevano da quell’acqua sostentamento, ne venivano erosi, con un
processo di mutuo scambio che ha reso l’acqua mano a mano più densa di
detriti.
E così, con
l’aumentare della pressione esercitata da un flusso sempre più ricco di
sedimenti, gli argini non hanno retto e l’enorme massa liquida del fiume
si è riversata su quegli insediamenti, travolgendoli, cancellandone i
confini, riplasmandoli all’interno di una nuova geografia dell’immagine
la cui lettura, ora, obbliga a prendere in considerazione i molti nuovi
territori che la creatività di McKean ha raggiunto e rimodellato in
questi ultimi dieci anni: la tv, il cinema, l’animazione.
Da geografi attenti,
però, non ci fermiamo a una lettura superficiale della mappa e
riconosciamo che la caratteristica principale del territorio permane
nonostante la sua radicale trasformazione: sia che si occupi di pittura,
di fotografia o di animazione, McKean resta infatti un narratore di
emozioni, un artista visivo che si serve delle immagini per circondare
di sensazioni chi guarda le sue opere. All’interno dell’opera, queste si
trasformano in trama, tessitura dal disegno originale e sorprendente.
Sussurri, appunto, che insieme diventano suono.
Nelle sue immagini
fotografiche e pittoriche viene spesso messo in scena un orrore composto
che invita alla decodifica, una follia pianificata, ma nello stesso
tempo germinante, che prima attira il nostro sguardo e poi si rifiuta di
farsi comprendere se non nella sua totalità.
L’arte di McKean è
infatti fermento, sovrapposizione di eventi, ribollire di piani,
continua messa a fuoco tra il troppo vicino e il troppo lontano.
Leggiamo quindi la
mappa ed essa ci racconta il percorso creativo di un artista che, come
pochi altri, ha saputo lavorare con gli strumenti messi a disposizione
dalle nuove tecnologie finalizzandoli a un senso nuovo e inedito
dell’immagine. Muoviamo attraverso la mappa il nostro sguardo e capiamo
quanto l’arte di McKean abbia contribuito a definire ciò che oggi
identifichiamo come cultura visiva contemporanea. Proviamo a determinare
l’ampiezza del territorio descritto dalla mappa e ci accorgiamo che ciò
che è liquido non rispetta i confini e, per tentarne una comprensione
reale, ci dobbiamo fare liquidi con lui.
Così, resi parte di
quello che stiamo guardando, assumiamo noi stessi la forma di ciò che
fino ad ora avevamo creduto patrimonio solo del nostro inconscio.
ESPOSIZIONI
DOLCEACQUA
Castello dei Doria, 22 settembre - 9 dicembre
Sale superiori
DAVE McKEAN’s WHISPERS
Un viaggio attraverso il mondo onirico e visionario di Dave McKean, nella suggestiva cornice delle antiche sale del Castello dei Doria di Dolceacqua (XII sec.). Un’esposizione di oltre 60 opere, dalle splendide tavole di Arkham Asylum a quelle delle graphic novel Cages, Signal to Noise, Mr. Punch; dalle illustrazioni originali delle copertine di Sandman e Constantine alle fotografie di A Small Book of Black & White Lies, Option: Click, Particle Tarot, Silver Snails; dai dipinti della serie Nitrate ai disegni tratti da Caustic, Squink, Heston Blumenthal Fat Duck, The Wolves in the Walls, Coraline, Varsaw Paw, fino agli sketch di Mirrormask.
Ingresso: intero € 6,00 / ridotto € 4,50 / tariffa weekend € 9,50
Orario: sabato e domenica 10,00-13,00 / 15,00-19,00
Apertura notturna: venerdì e sabato 20,00-22,00 (ingresso ridotto)
Info biglietti: info@autunnonero.com
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