Necessario Macromedia Flash player.

AUTUNNONERO ARRIVA IN LIBRERIA!

Autunnonero è sbarcato in libreria! Se siete appassionati di folklore e horror, di miti arcaici, fiabe dark e leggende metropolitane, nella vostra libreria non può mancare il primo volume della neonata collana «Autunnonero - Studi sul Folklore e il Fantastico» dal titolo Dark Tales. Fiabe di paura e racconti del terrore, a cura di Sonia Maura Barillari e Andrea Scibilia ed edita da Aracne Editrice. L'obiettivo della collana è proporre una riflessione sul fantastico, declinato nelle sue diverse e molteplici esplicitazioni.

Il filo conduttore prescelto, l’ottica privilegiata, si inscrivono entro la cosiddetta ‘cultura horror’, intesa nel suo senso più pieno: ovvero come il luogo immateriale in cui il retaggio di tradizioni arcaiche si compenetra con le istanze della contemporaneità, fungendo da cassa di risonanza di memorie ataviche, di miti, leggende, credenze che nel nostro quotidiano trovano terreno fertile per continuare a sopravvivere, mutando spesso fisionomia e lineamenti ma conservando inalterata la loro sostanza, il loro senso originario e primo.

Da sempre l'uomo ha provato un sottile piacere nella paura:ovviamente non in quella realmente provata di fronte a un evento naturale o soprannaturale, ma in quella indotta dalla narrazione di fatti - veri o fittizi - accaduti ad altri, sia nell'orizzonte consueto e banale della vita quotidiana, sia in spazi e in tempi lontani o fantastici. A partire da tali considerazioni si vuole proporre un ventaglio di saggi intesi ad indagare i differenti apporti confluiti a delineare i 'miti' della cultura horror che permeano tante esperienze artistiche, letterarie, cinematografiche, fumettistiche e musicali oggi particolarmente in voga, sorrette da un costante e tenace favore di pubblico.

Il volume è in vendita nelle migliori librerie tradizionali e online.

Su IBS lo trovate a questo link:

www.ibs.it/code/9788854858879/barillari-sonia-m-scibilia/dark-tales-fiabe-di.html


Un'insolita lettura estiva per qualche brivido sotto il sole. Buone vacanze!


L'indice del volume:

Prima parte
Tra la vita e la morte. Racconti di spiriti e revenant


Sonia Maura Barillari
Gli angeli ‘neutrali’: cronistoria di una gerarchia apocrifa

Rita Caprini
Della necessità di allontanare i morti

Carla Corradi Musi
I vampiri nella tradizione sciamanica e nell'immaginario popolare europeo occidentale

Francesco Benozzo
Le lavandaie notturne nel folklore europeo: per una stratigrafia preistorica

Danilo Arona
Melissa, o della genesi di un (vero) fantasma contemporaneo

Seconda parte
L’evocazione del fantastico. Tra letteratura e fumetto


Franco Pezzini
«...e nessuno ne restò». Miti e strutture del fantastico nero in Dieci piccoli indiani

Gianfranco Manfredi
Da Magico Vento agli Ultimi vampiri

Terza parte
Il buio dentro. Destino e sessualità dal folklore al cinema


Patrizia Caraffi
Sirene e altri ibridi mostruosamente femminili

Paolo Portone
«Sono nata con un brutto destino»: le radici folkloriche dei racconti di streghe

Chiara Camerani
Barbablù tra favola e realtà

Massimo Stella
Neri giochi di storie: tra Baccanti e Edipo: le anticriste di Lars von Trier


Dall'introduzione di Sonia Maura Barillari:

Perturbante è pertanto ciò che assomiglia alla ‘norma’ e d’un tratto, in apparenza inspiegabilmente, palesa risvolti ignoti, oscuri, enigmatici, capaci di destare le nostre paure più riposte: un ribaltamento repentino e inatteso di quelle che ritenevamo essere le nostre certezze il quale inevitabilmente ingenera in noi uno stato di spiazzamento di smarrimento, di vertigine. […]

È precisamente in questo duplice ‘scarto’ – dall’usuale al portentoso, e ritorno – che risiede il dispositivo atto a rendere un intreccio, per quanto minimale, memorabile, ovvero suscettibile di essere trasmesso di bocca in bocca, di pagina in pagina, fino a perdere ogni reminiscenza delle sue scaturigini prime, dei suoi ascendenti letterari, del suo contesto di gestazione, o di sviluppo.
[…]

Farò un paio di esempi. Il primo mi riconduce agli anni della mia adolescenza, alle vacanze estive passate in una pensioncina della Valtournenche: un ragazzino solo un poco più grandicello di noi una sera ci aveva riferito di un caso terribile occorso, a suo dire, molti anni prima a un’amica della nonna, in uno sperduto paesino siciliano di cui la sua famiglia, immigrata a Torino, era originaria. Tutto sarebbe nato per gioco, o per sfida – ‘vanto’, o
gabbo, lo chiamavano nel medioevo: la giovinetta nel corso di una veglia avrebbe sostenuto di non aver paura alcuna dei morti, e di essere pronta a provarlo recandosi, a quell’ora, e nella completa oscurità, nel camposanto, presso una tomba il cui ‘ospite’ si riteneva non essere ancora del tutto pacificato. A riprova della sua impresa avrebbe piantato un picchetto vicino alla lapide in questione, in modo che l’indomani le incredule compagne sarebbero potute andare a verificare. 

Com’è ovvio la fanciulla non fece più ritorno da quella temeraria spedizione: venne ritrovata morta il giorno dopo vicino alla sepoltura in questione con il paletto ancora conficcato nell’orlo della lunga veste, che risultava così saldamente fissata al suolo.

Naturalmente il povero defunto non c’entrava nulla: china nel buio, non si era accorta di aver preso col puntello anche il bordo della gonna e alzatasi per allontanarsi si era sentita trattenere, immaginando che a ghermirla fosse la mano del morto, indispettito per il suo ardire. Ad ogni modo il cuore non le aveva retto, e quella inutile millanteria aveva posto fine alla sua giovane vita.

Come è facile immaginare il racconto ci aveva molto impressionato. E tutti lo avevamo ritenuto assolutamente veridico. Probabilmente, nell’imminenza, avevo contribuito anch’io a diffonderlo a mia volta. Poi me n’ero dimenticata. Circostanza singolare, a distanza di molto tempo – già frequentavo l’università – quello stesso racconto mi era stato nuovamente riferito da un’amica. L’impianto di fondo era, nell’essenza, lo stesso: cambiavano solo dettagli marginali, come l’ambientazione (la Sardegna anziché la Sicilia), il grado di parentela della testimone (una qualche prozia invece della nonna), il particolare che a essere infilzato dal paletto era un pesante scialle di lana e non la sottana. Per il resto tutto restava immutato. […]

Ma l’aspetto di gran lunga più interessante, in grado di spiegare la longevità e la ‘fortuna’ di questa storiella come di altre consimili, e meritevole di una seppur minima riflessione, è rappresentato dalla sostanziale credibilità dei casi inanellati a costruirne la trama. Una credibilità, s’intende, pretestuosa, fittizia, necessaria sufficiente a eludere il controllo dei principi basilari della logica aristotelica […]

Una credibilità che a ogni buon conto non dissipa completamente un dubbio: e se fosse essa stessa docile strumento di forze occulte desiderose di mantenersi nell’ombra? Se le spiegazioni razionali non fossero altro che maldestri tentativi per inglobare nel campo della nostra comprensione quanto in realtà vi sfugge? Se veramente fosse stata la mano del cadavere a piantare quel picchetto?


Sonia Maura Barillari è professore associato di Filologia romanza presso l'Università di Genova. Fa parte del collegio docenti del Corso di dottorato «Filologia, interpretazione e storia dei testi italiani e romanzi» e collabora con l'«Instytut Klasycznych, Śródziemnomorskich i Orientalynch» dell'Università di Wroclaw. Tra le sue pubblicazioni l'edizione critica, con introduzione, note e traduzione italiana a fronte, del Jeu d'Adam (Adamo ed Eva. Le Jeu d'Ada: alle origini del teatro sacro, Roma 2010) e dell'Espurgatoire seint Patriz di Maria di Francia (Il purgatorio di san Patrizio, Alessandria 2004). Ha curato inoltre l'edizione italiana di Karl Meisen, La leggenda del Cacciatore furioso e della caccia selvaggia, Alessandria 2001.
Sonia Maura Barillari è presidente del Comitato Scientifico dell'Associazione Culturale Autunnonero.

Andrea Scibilia, laureando in Lingue e Civiltà Orientali all'Università Ca' Foscari di Venezia, con una specializzazione in cinema e folklore giapponese, è sceneggiatore e direttore artistico di "Autunnonero". Nel 2006 organizza a Triora la prima edizione di "Autunnonero", Festival di Folklore e Cultura Horror, destinato a diventare una grande manifestazione internazionale.
in HIGHLIGHTS, Sabato 10/08/2013 alle 11:31:19





user: pswd:
© Associazione Culturale 'Autunnonero'