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METAMORPHOSIS - MITI, IBRIDI E MOSTRI

Le creature ibride e mostruose popolano da sempre l’immaginazione dell’uomo: in passato confinate in luoghi remoti e incogniti – in genere le estreme terre orientali, immediatamente a ridosso del vagheggiato e perduto Paradiso Terrestre – oggi nelle fantasie più cupe di un mondo onirico che teme gli esiti nefasti di una biotecnologia sempre più ai limiti della capacità umana di padroneggiarne gli esiti. Quasi che il pensiero dell’uomo non possa o non sappia accontentarsi dei limiti imposti alla creazione (divina o biologica) e voglia sperimentare connubi inconsueti.

Nasce così una teratologia dai contorni sfumati: esseri che mescolano in sé elementi tratti da specie diverse, come le sirene, i centauri o il minotauro della cultura classica; oppure che alternano essenze difformi, come i licantropi o certi esseri fatati della tradizione medievale, imprigionati in corpi anguiformi per oscuri malefici (del resto, non succede lo stesso al principe-ranocchio delle fiabe?).

Talvolta la trasformazione è definitiva: così negli splendidi miti narrati da Ovidio nelle sue Metamorfosi, che ci invitano a guardare certe piante (ad esempio l’alloro, o il narciso), animali (l’upupa, la rondine, l’usignuolo...), fenomeni naturali (l’eco) come frutto di trasformazioni imposte dagli dei per punire determinate colpe, o premiare alcune virtù.

Da tale fertile terreno trae oggi spunto non solo molta letteratura fantastica, ma soprattutto il mondo del cinema e del fumetto che sa esperire con l’ausilio di una tecnologia sempre più avanzata le innumerevoli potenzialità che l’incontro e il connubio di generi difformi sanno offrire all’invenzione narrativa, pronta a sfruttarne le molteplici opportunità di sviluppo, sia esso narrativo o diegetico.

Se è certamente vero che «il sonno della ragione genera mostri», è altrettanto vero che essi rampollano pure dal desiderio, innato nel genere umano, di farsi a sua volta creatore – per quanto solo nella realtà fittizia della letteratura o delle arti, oppure in quella insondabile del Mito: creatore di entità dai contorni sfuggenti, dalle forme composite che lo accompagnano da sempre nell’inesausta impresa di comprendere l’universo misterioso che lo circonda.

Presentazione a cura del Presidente del Comitato Scientifico di Autunnonero Sonia Maura Barillari (Università di Genova)

in HIGHLIGHTS, Venerdì 14/05/2010 alle 20:12:59





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