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LA
SINDROME
DI RENFIELD
Molto discussa e
altrettanto poco documentata, la sindrome di Renfield è un quadro
psicologico caratterizzato dal bisogno dell’assunzione orale di sangue.
Trae il suo nome da uno
dei personaggi del famoso libro Dracula di Bram Stoker, il quale non
era affatto un vampiro ma desiderava fortemente diventarlo e subiva una
sorta di schiavitù, volontaria, masochistica nei confronti del vampiro.
Secondo la conoscenza
comune questa particolare “patologia” colpisce fin dall’età pre-puerile
principalmente soggetti maschi, ed ha carattere evolutivo in tre
distinti stadi cronologicamente scindibili.
La prima fase
si nota proprio nell'età pre-puerile, quando il soggetto tende ad
assumere il proprio sangue autoledendosi, e spesso continua durante
l’adolescenza accompagnandosi ad atti di auto-erotismo.
In seguito il soggetto
entra nella fase caratterizzata dalla zoofagia, sentendo il bisogno di
assumere sangue di altri esseri (in questo caso, animali), gesto che
anche in questo caso può essere accompagnato da pratiche sessuali.
Nell’ultima fase
l’individuo sente il bisogno di assumere sangue umano.
Questo stadio ha molte
variabili a seconda della persona: al soggetto affetto dalla sindrome
può essere sufficiente il sangue offerto dalla “vittima”, ma spesso può
capitare che sia ottenuto facendo ricorso alla violenza o, in casi
estremi, all’omicidio.
La componente
sessuale associata al sangue è molto forte nella maggioranza dei casi;
inoltre si possono verificare anche associazioni di orientamento più
spirituale, che identificano nel sangue una fonte di vita e potere.
Il cosiddetto
“Vampirismo” è un argomento che, data la sua vastità, merita una
trattazione a sé; possiamo comunque dire che esistono spiegazioni
cliniche per il vampirismo, ma si tratta sempre e comunque di quadri
patologici decisamente gravi.
Nella stragrande
maggioranza dei casi, come quello della sindrome di Renfield, parliamo
di un disturbo psicologico, una psicosi che si radica nell’individuo
generalmente in seguito a traumi infantili.
Spesso vorremmo trovare
spiegazioni soprannaturali, e altrettanto spesso potremmo trovarne in
argomenti in cui non le aspettiamo, ma la sindrome di Renfield è
assolutamente un quadro non presente su alcun articolo scientifico, ed è
probabilmente un tentativo di rafforzare le basi reali dei cosiddetti
“Real Vampires” da parte di quelle persone che, in ogni modo e al di là
dell’effettiva realtà, si sentono o vogliono sentirsi a ogni costo e a
tutti gli effetti, “vampiri”.
(fonte:
www.vampiri.net)
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