IL MORSO DELLA TARANTOLA

 

VALLECROSIA, 7 settembre 2007

Centro Storico, Piazza del Popolo, ore 22,30

 

ARAKNE MEDITERRANEA

 

presenta

 

Il Morso della Tarantola. Danza Curativa, Danza di Gioia e Danza dei Coltelli: la Tarantella dall’antichità ad oggi.

 

La compagnia  Arakne Mediterranea con sede a Martignano nella Grecía salentina si compone di artisti studiosi e ricercatori che da quindici anni anche con la collaborazione dell'Università degli Studi di Lecce, si occupa di preservare e diffondere le tradizioni e le espressioni della cultura popolare del Salento. L'associazione ha dato vita ad una numerosa compagnia di danze e canti popolari, fondata da Giorgio Di Lecce e diretta da Imma Giannuzzi, e propone lo spettacolo incentrato sulla storia della tarantella: Lo spettacolo danzato, cantato e suonato dal vivo dall’inizio alla fine, comincia il suo viaggio con le tarantelle più antiche presenti sin dal medioevo che colpiscono in pieno l’attenzione del pubblico, capaci di coinvolgerlo e riportarlo indietro nel tempo, nell’affascinante atmosfera sonora vocale e danzante di maschere e colori; nella seconda parte mette in scena le TRE TARANTE, la Pizzica Taranta danza curativa, individuale e collettiva, che prende origine dall'antichissimo rito dì guarigione dei tarantati e dal loro pellegrinaggio a Galatina, (studiato in maniera pressoché “definitiva” da Ernesto De Martino come fenomeno di vasta portata culturale); la Pizzica de core (ossia "della gioia": fondamentalmente, una danza saltata di coppia mista a ritmo veloce, che oggi tutti, grandi e piccoli, ballano soprattutto in occasione di feste popolari, di matrimoni, battesimi, festa familiari, mentre un tempo veniva danzata, in famiglia, in gruppo a file di coppie frontali o a quadriglia); la Pizzica scherma (o danza dei coltelli: una danza di coppia, a tema antagonista, che si balla la notte tra il 15 e il 16 agosto durante la festa di S. Rocco, a Torrepadulì, presso Ruffano (Lecce), e che in passato prevedeva la presenza di coltelli nelle mani dei danzatori e radunava ì migliori suonatori dì tamburelli attorno a ronde di danze e sfide notturne interminabili). Per arrivare alla terza parte dove la compagnia con le pizziche e tarantelle della Puglia mette in risalto le attività di diverse generazioni di Pugliesi, animi e sentimenti diversi, come quelli di lavoro, di festa o di emigrazioni che hanno comunicato tra loro grazie alla musica e alla danza, il tutto viene eseguito coinvolgendo anche il pubblico creando così una splendida sintonia tra il palco e lo spettatore attraverso colori e ritmi della tradizione popolare salentina. In un periodo in cui la pizzica e la taranta sono sempre più sotto i riflettori dei palcoscenici, e riscuotono un successo di proporzioni quasi inaspettate, arrivando ad assurgere a moda vera e propria, anche grazie alla forza comunicativa di alcuni intelligenti tentativi di contaminazione musicale con sonorità moderne, Tretarante, con la sua attenzione filologica con il caldo rigore di esecuzioni attente e "sentite" nel profondo, risponde nel migliore dei modi al richiamo spontaneo, all'autenticità che le tradizioni popolari lanciano ogni giorno verso di noi, verso la nostra quotidianità di moderni distratti. risponde con una sensibilità artistica schiettamente popolare e la forza socializzante dell'attualità vissuta e condivisa, al di qua, dunque, di ogni banalizzante e "turistíco" revival folk-loristico.