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ERLEND MØRK, THE DARK SYMBOLIST

Per la prima volta in Italia con la mostra IN LIMINE, Erlend Mørk è nato a Bergen, Norvegia, e attualmente vive nella città di Sarpsborg. Ha cominciato nel 2002 creando semplici immagini per diletto personale e senza alcuno scopo preciso in mente. Qualche anno dopo decide che avrebbe potuto trasformare la sua passione in qualcosa di più importante, e da allora essa diventa la più grande priorità della sua vita. È autodidatta e considera se stesso il proprio eterno studente. La sua ispirazione deriva dall’ossessione per la filosofia e la ricerca di ciò che si trova dietro e al di là della vita come appare quotidianamente. Le classiche domande esistenziali. Il suo lavoro si esprime nella rappresentazione di visioni e riflessioni su di esse. Le creature nelle sue opere sono folli, perse o isolate, in cerca di qualcosa di assoluto tra ciò che è relativo, nel tentativo di conoscere una verità oggettiva o annullarsi completamente.

Per creare le sue fotografie, Mørk fonde dozzine di differenti esposizioni che alla fine danno vita ad un’unica immagine surreale. Gli sfondi sono facilmente riconoscibili, ma una metafisica onirica gli permette di illustrare aspetti psicologici e spirituali dell’esistenza. Mørk ha una spiccata predisposizione a soffermarsi su soggetti più “dark” e ciò è evidente nei suoi lavori. Forse è una risposta patologica ai dogmi che ci sono imposti; la comune risposta all’esistenza che si trova solo nei sentimenti, in ciò che è tradizionale, in ciò che è morale, o come dovrebbe essere.

Mørk rifiuta la maggior parte dell’arte moderna e dell’avant-garde, ossia quasi tutta l’arte che è “visibile”, che dipende dal tempo, dal contesto, dal consenso e dalla stupida vanità.

“Non mi rivolgo al mondo istituzionale dell’arte. Sono figlio dell’underground e paragono il mio lavoro all’arte di tutti i secoli, o a qualunque altra cosa, come una poesia od una calcolatrice tascabile.”

Vainly I had sought to borrow, in my books surcease of sorrow
The world is a bad place for you if you have a conscience
For the time being I hear only the silence. only silence remains
Till the dirges of his hope that melancholy burden bore, of never-nevermore
The voices in my head, the songs of darkness dread
Three feet, elsewhere, they say, don't dare, don't leave, that square
Plenty of time when you're dead to be the perfect girl
A lie for a lie and a truth for a truth, and i've got nothing left to lose
If there`s one thing you can say about mankind - there`s nothing kind about man
Here come the marching men, your colours wrapped around
I wish this would be your colour, your colour, i wish
Be still, my aching heart. each beat you have stole   
Possessed and bound by spectral locks, flickering images of the lightbox
Nothing is worse than having an itch you can never scratch
It seems you have discovered your unpleasant nature
I hope that when the world comes to an end, i can breathe a sigh of relief
Who has stolen this childs dreams?
Purple in the morning, blue in the afternoon, and orange in the evening
You are not special. you are not a beautiful or unique snowflake

Per maggiori informazioni:

www.erlendmork.com

in HIGHLIGHTS, Domenica 09/11/2008 alle 22:08:40





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